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Il funerale ebraico

La cultura ebraica dà molta importanza al funerale e come per la tradizione occidentale che prevede dove ci sono onoranze funebri Roma come la Cattolica San Lorenzo troviamo la “chevra kadisha” una speciale società che si occupa di fare la sepoltura e l’inumazione del defunto.
Le “chevra kadisha” sono associate alle sinagoghe e prendono in cura il defunto dal momento in cui giunge la morte e sono attenti a far rispettare tutti i dettami della legge ebraica e inoltre organizzano servizi di preghiera per le famiglie dei defunti.

L’organizzazione del funerale ebraico

Il funerale ebraico comprende tre fasi: la prima quella del lavaggio del corpo, definita (rechitzah), poi c’è il rituale della purificazione (taharah) e quello della vestizione (halbashah).
Finiti questi riti, la bara del defunto viene chiusa dallo “chevra” che secondo tradizione deve chiedere scusa al defunto per eventuali insulti occorsi durante il rito della sepoltura o per un eventuale mancanza di rispetto durante il rito.
I parenti del defunto rendono omaggio a questo prima che inizi, il rito, infatti, non esiste nella cultura ebraica la veglia con la bara aperta, poiché il corpo del defunto viene portato al luogo della sepoltura avvolto in un lenzuolo, chiamato “tallit”.

Durante il funerale vengono letti diversi brani dei libri sacri dell’ebraismo come la Torah e i Salmi.
L’inizio del lutto per gli ebrei viene considerato in base al fatto se la sepoltura viene fatta prima o dopo il tramonto, anche se l’inizio del lutto non può coincidere con lo Shabbat (il sabato ebraico).
Uno dei principali simboli del lutto è ebraico è la “keriah”, lo strappo di una parte dell’abito prima del funerale.

Lo strappo deve avvenire sulla sinistra per i genitori, mentre sulla destra per fratelli e sorelle e coniugi, inoltre i parenti della vittima non devono fare bagno e doccia per una settimana, non portare calzature di cuoio e gioielli e gli uomini non si devono sbarbare.

Durante questo periodo le persone sono solite mettersi su sedie basse, che mostrano il loro stato di lutto e poi va sempre consumato il pasto della consolazione che consiste in uova sode e lenticchie.
Questa prima fase del lutto viene definita “ Shivah” e in questa fase il dolore non va tenuto nascosto, infatti, qui i parenti devono piangere e pregare per sfogare il loro dolore per la perdita di una persona cara.

Nel periodo della “Shivah” è vietato uscire di casa, mentre gli amici possono farci visita, ma devono rimanere in silenzio e pregare.