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Inquinamento marino: un male in espansione

Da ormai molti anni presente nella storia dell’uomo con i suoi disastri di vario tipo, ancora oggi risulta essere il peggior incubo per le acque marine: l’inquinamento. Navi che trasportano petrolio molto spesso vengono attaccate o hanno un incidente anche molto lontano dalla costa, rischiando di perdere numeroso quantità di petrolio in acqua danneggiando tutti i pesci che sono in quell’angolo di vita, bellissime piante acquatiche uniche al mondo ed oltretutto anche l’aria verrebbe danneggiata.

L’inquinamento marino: molti studi con notevoli risultati

Se proviamo a pensare ai primi disastri marini dove non c’era nessun tipo di salvataggio nè per gli animali nè per gli umani costretti a nuotare in acque molto sporche e nocive, possiamo fare due conti molto semplici: il rischio era davvero elevato anche se all’epoca la tecnologia non era ancora nata e non aveva fatto il suo ingresso anche nel settore marino; oggi, è vero, abbiamo molti più strumenti, molta più forza intellettuale per poter costruire numerosi e giganteschi bolidi in grado di navigare da un continente all’altro e con capacità di carico molto elevate (si pensi alle navi da crociere che trasportano oltre 3000 persone).

Prima se una nave era in grave pericolo in acque molto lontane, il rischio era quello di inquinare le acque (in caso di perdita di petrolio), perdere gente e creare danni anche all’atmosfera; oggi è ancora così ma con un passo avanti: le barriere antinquinamento.

Queste barriere sono state utilizzate anche nell’esclusione della Costa Concordia per il lungo periodo in cui è stata ferma vicino l’Isola del Giglio. In pratica queste barriere limitano il danno solamente in quell’area: almeno il resto delle acque può restare, diciamo, incontaminato. Queste barriere vengono riprodotte da aziende specializzate che sanno come costruirle e come montarle sopratutto: uno staff di personale qualificato può sicuramente ottenere un risultato più che soddisfacente ma sopratutto ecologicamente più pulito.

Con queste barriere non siamo definitivamente alla resa dei conti contro l’inquinamento marino ma è sicuramente un enorme passo avanti nella riduzione di acque sporche e nocive sia per chi ci abita e sia per chi le frequenta in determinate stagioni. Per tutti coloro che hanno bisogno di un prodotto così particolare possiamo consigliare di rivolgersi a professionisti del settore che sanno cosa e come consigliarvi per poter offrire il miglior servizio.